Giuseppe Zevola (1952), pittore, poeta, filosofo, ha insegnato pittura alle Accademie di Belle Arti di Roma e Catania e Percezione e comunicazione visiva all’Istituto Suor Orsola Benincasa di Napoli. Ha lavorato presso il Banco di Napoli e per oltre dieci anni nell’Archivio Storico dell’Istituto Banco di Napoli-Fondazione dove ha condotto ricerche che l’hanno portato a pubblicare nel 1991 il volume, con prefazione di Ernst H. Gombrich, “Piaceri di noia – quattro secoli di scarabocchi nell’Archivio Storico del Banco di Napoli” (Leonardo editore).

Sin dagli anni ‘70 Zevola è presente nel panorama artistico nazionale da solo e con il gruppo “Humor Power Ambulante” performando nello spazio urbano con atti artistici poveri ma intimamente poetici: “Vendo pietre riscaldate dal calore delle mani” e “Gocce di pioggia di Napoli, per la fortuna”. Nel ‘76 partecipa alla Biennale di Venezia dedicata al tema Ambiente come sociale. Nel 2009 la mostra “ Performing city”, cui Zevola ha partecipato, ha ripercorso il rapporto tra città ed arte, ponendo in primo piano l’urbanesimo performativo degli anni Sessanta e Settanta.

Visualizza sul sito del comune di napoli

Negli anni ‘80 inizia a comporre i suoi collage. Come scrive Hermann Nitsch nel 1988 “Tutto ciò che Zevola tocca diventa, in modo strano, arte, sia che si tratti di piccoli disegni schizzati per gioco o di collages, sia nel dar forma alla propria abitazione. Vede il mondo composto in modo diverso dalla media e vede anche altri collegamenti. Stabilisce tra i fenomeni del mondo circostante le più interessanti relazioni, rompe l’impostazione della visione abituale e non mostra il mondo nella sua oggettività. Ci mostra quanto sia in realtà fantastico il mondo. Per lui il mondo è un giardino lirico dell’unico che ritorna sempre”. Nel 1985 partecipa alla mostra Evacuare Napoli. L’ultima generazione, curata da Achille Bonito Oliva e allestita all’Institut Français de Naples, rivelando l’approdo ulteriore di questo primo approccio all’arte così immediatamente esistenziale. Nel 2015 ha partecipato alla mostra “Rewind. Arte a Napoli 1980-1990” dedicata alla nuova generazione di artisti napoletani attiva negli anni Ottanta e a coloro che in quel decennio testimoniarono con il loro lavoro la svolta radicale del linguaggio figurativo che segnò la “fine dell’avanguardia”.
http://www.ufficiostudi.beniculturali.it/mibac/export/MiBAC/sito-MiBAC/Contenuti/MibacUnif/Eventi/visualizza_asset.html_239963293.html

Per circa un ventennio i lavori di Zevola sono disegni su carta, collage realizzati in materiali diversi e la sua stessa casa. Allan Kaprow nel 1993 scrive: “Tic-toc, squittio. Catene di putti abbronzati. Luci blu che lampeggiano. Piccoli movimenti attorno a un angolo. Un piccolo treno sta partendo. Un fischio si perde nel nulla. Giuseppe Zevola strizza l’occhio e ci introduce nella sua casa. In un sorriso schivo possiamo confidare. Un sorriso che ci ricorda le facce coi mustacchi di quei misteriosi guardiani posti all’entrata dei circhi o delle buffe case della nostra infanzia. Di nuovo dentro: popolazioni di giocattoli trasformati, meccanismi, aggeggi, segreti nascosti in minuscoli titoli. Lentamente pulsano lampadine. Risate nascoste dalla mobilia appena ci si siede. Mura rimosse, soffitti puntellati; cosa si vuol rivelare? Questo favoloso dominio, senza il bisogno della consueta brezza, questa fantasia di ironiche miniature e di gioco privato… diffonde la ben nota musica dal nastro di un registratore. Dopotutto non abbiamo mai udito questa musica. Poi, mangiando, il cibo ride del suo andare nei nostri stomaci. L’ultimo treno parte alle ventitre. In tutta questa genuina innocenza c’è l’aspettativa di una morte leggermente posposta: per chi?”

Alla fine degli anni ’90 i collage si trasformano in collage fotografici e successivamente in collage digitali.

Da sempre viaggiatore, Zevola nel 1998 acquista lo storico yacht Halloween (Cape Town 1933) che diventa la sua casa-laboratorio-oratorio e con essa gira il Mediterraneo fino al 2001. Da quella esperienza nasce il poema il “Prigionero della libertà” con traduzione giapponese di Moto Hashiramoto. Il volume è presentato al XII Congresso della Società di Filosofia del Linguaggio (Piano di Sorrento, ottobre 2005) come il primo libro simmetrico nella tradizione del poema illustrato.

Antichi luoghi d’ispirazione il Sacro Bosco di Bomarzo e il suo studio nel borgo medioevale prendono di nuovo il posto di Halloween, come fonte di nuovi progetti e iniziative.

Dal 2002 sono in esposizione permanente ne “Le Stazione dell’Arte di Napoli – fermata Rione Alto” le opere: Il principe, Sfinge, Piuma, Figura Mentis, Il vecchio marinaio, Nomade in un mare di nebbia, donna. http://www.anm.it/index.php?option=com_content&task=view&id=146&Itemid=181

Nel 2003 realizza nella cella n°5 della Certosa di Padula un’installazione permanente dal titolo “La regola e l’eccezione: al silenzio contemplativo di San Bruno risponde il grido umano, troppo umano, di Giordano Bruno” nell’ambito della manifestazione tematica, multimediale, transnazionale a cura di Achille Bonito Oliva “Le opere e i giorni”. http://www.polomusealecampania.beniculturali.it/index.php/la-certosa-padula
http://www.irmabianchi.it/mostra/le-opere-e-i-giorni-due-il-precetto

Nel 2004 fonda la casa editrice Position Plotting Book e pubblica, in 500 copie senza copyright, brani di autori di ogni epoca con la traduzione a fronte in diverse lingue. Le interpretazioni dei brani danno luogo a interventi e performance da lungo tempo in varie parti del mondo (Kyoto, Tokyo, Vilnius, Vienna, Berlino, Budapest, Parigi, Napoli, Roma, New York, Nimega). https://www.youtube.com/watch?v=vtQxoglpF_s

Nel 2005 espone all’Anthology Film Archives di New York, in una personale intitolata “Napoli chiama New York – Mystic Teresa”; nel 2006 espone al Kaplan project n.3 a Napoli con la mostra “Il principe Antonio de Curtis chiama Dedalo – Primo esperimento di cosmografia immaginativa”.

Nel 2007 espone a Vienna la sua retrospettiva “O Teurer, dir sag ich die Wahrheit. Dädalus Geist und des Walds ist deiner.“ Retrospektive 1977-2007 alla galerie di Heike Curtze.
Ancora nel 2007 realizza presso l’Istituto Banco di Napoli-Fondazione il video “the door are open”  (http://www.istitutobancodinapoli.it/showpage/195/index.html ) e successivamente insieme allo storico dell’economia Luigi De Matteo organizza il convegno internazionale “When Writing Meets Art” Viaggio tra origini della scrittura e scarabocchi nell’Archivio Storico dell’Istituto Banco di Napoli-Fondazione con la partecipazione della prof.ssa Denise Schmandt-Besserat.

Nel 2008 realizza con Lucio Maria Lo Gatto una serie di cortometraggi dal titolo “Azioni quotidiane”.

Ancora nel 2008 lascia con “Sfratto euforico” la sua storica casa di via Suor Orsola e più tardi trasferitosi al centro storico di Napoli apre al pubblico, per un anno, la sua MUTA DOMUS, il «museo più privato del mondo».

Nel 2012 è invitato da Agnes B. ed Etienne Bourgois a bordo della goletta di esplorazione Tara, per partecipare ad una delle spedizioni scientifiche del progetto Tara Expéditions – che studia l’impatto del surriscaldamento climatico sugli ecosistemi – e che prevede la presenza di artisti a bordo quale strumento necessario per la consapevolezza ambientale di un pubblico più ampio. Dopo questa esperienza realizza l’opera “Tara – doppia arca” che viene esposta nel novembre 2012 a Parigi, nella Galerie du Jour, Agnès’ gallery,
http://oceans.taraexpeditions.org/m/agenda/evenements-passes/exposition-tara-10-ans-20-regards-dartistes/

Alla fine del 2012 recita alcuni sonetti di Giordano Bruno nella manifestazione “Jonas Mekas and Friends” alla Serpentine Gallery di Londra http://jonasmekas.com/diary/?m=201212

Nel 2013 al JMAC Jonas Mekas Art Center di Vilnius mostra in una personale il suo primo lavoro sistematico in grande scala che ha per titolo “Il piacere di dare”, cinque serie di trenta lavori che hanno come fonte iconografica primaria il mondo emblematico raffigurato sui frontespizi dei libri custoditi nella Biblioteca Reale di Vilnius. http://mekas.lt/2013/06/jono-meko-vizualiuju-menu-centra-papuos-italo-giuseppe-zevolos-darbai

Nel febbraio 2014 a New York performa al “The Stone” di John Zorn con il gruppo di Kenny Wollesen, Dalius Noujo & friends in “Sound massage” e successivamente per loro realizza la copertina dell’album “rasa rasa”.
http://thestonenyc.com/calendar.php?month=-23
https://itunes.apple.com/us/album/rasa-rasa/id934430943

Nel 2015 espone in una personale presso l’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici
a Palazzo Serra di Cassano a Napoli il lavoro “Acqua di luce” – 15 immagini accompagnate da testi di Giordano Bruno nei quale è presente il lemma “acqua”, nell’ambito della VIII EDIZIONE di Le Connessioni Inattese ”Le FORME dell’Acqua – La FORMA nell’Acqua”. http://www.leconnessioniinattese.com
Dal 2015 è esposta permanentemente presso il Museo del Novecento di Castel S.Elmo a Napoli l’opera “Mani senza titolo” (1985-1990).

Da oltre 30 anni assiste il maestro Hermann Nitsch celebrando con lui un’amicizia intellettuale ed artistica. Tra le altre: nel 2005 è attore nella “122.Aktion” al Burgtheater di Vienna, nel 2009 è attore nella “56. Malaktion” al MZM Museumszentrum di Mistelbach (Austria), nel luglio del 2011 è attore in “Saint François d’Assise” di Olivier Messien diretta da Kent Nagano alla Bayerische Staatoper di Monaco di Baviera https://www.youtube.com/watch?v=5Vh3q2mugKM , nel 2012 è attore nella “135th Action” alla 11a Biennale dell’Havana a Cuba.